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La diversità diventa ricchezza e la scelta diventa comunitaria

Il weekend vocazionale del 21-23 Marzo svoltosi a Cava De’ Tirreni dalla CIFIS (collaborazione interprovinciale formazione Italia sud-peninsulare) ha dato la possibilità a una ventina di ragazzi in ricerca vocazionale, provenienti dalle varie provincie, di conoscersi e confrontarsi. Come sempre vivere la fraternità è stato il punto di partenza per unire persone di età, storie e visioni diverse. Fulcro dell’incontro è stata, nella mattinata del Sabato, la catechesi di fr. Francesco Trivelli che, partendo dalle prime parole del testamento di Santo Francesco, ha poi spiegato la centralità della penitenza e della misericordia nella vita di ognuno, specialmente per chi sceglie di consacrare la propria vita a Dio; “Francesco non è un convertito divenuto santo, ma un Santo che ha fatto della conversione il suo pane quotidiano”

Nel pomeriggio abbiamo avuto la possibilità di conoscere un po’ più da vicino la realtà monastica dei benedettini dedita alla preghiera e all’adorazione. Il monastero della città, risalente all’XI secolo, è situato  poco fuori il centro abitato ed è di dimensioni impressionanti. I monaci sono solo otto, ma rimane comunque un importante centro, tanto che l’abate è tuttora membro della Conferenza Episcopale Italiana, pur non essendo più l’abbadia una piccola diocesi. Morale della visita è che tutti, pur avendo apprezzato il carisma benedettino, hanno capito che nessuno dei presenti potesse fare il monaco.

Dopo una veloce visita alla città di Salerno, la serata è stata conclusa da una splendida adorazione della croce organizzata dai ragazzi del postulato in cui, tramite la lettera di San Paolo ai Filippesi, siamo stati invogliati a riflettere sulle condizioni primarie per vivere in fraternità: “Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tanta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri” (Fil 2, 1-11).

La Parola del Vangelo infine ci ha dato il vero significato delle cose: la Samaritana, nella cui figura (riprendendo S. Agostino) si riflette la Chiesa, è specchio delle nostre volontà e delle nostre insicurezze. Noi Chiesa andiamo alla ricerca dell’acqua viva dono di Gesù, ma continuiamo a portare i nostri secchi pieni di acqua vuota, che non disseta. E’ di quest’acqua che tutti coloro che hanno partecipato all’incontro sentono il bisogno di liberarsi per far spazio alla vera acqua che è Cristo, prima di tutto cercando di trovare risposta al “Signore cosa vuoi che io faccia?”.

Tutti vanno verso Dio in cerca di risposte e Lui sempre ci dona più domande, perché la nostra ricerca della Vera Vite non smetta mai. Pertanto, mettersi in gioco è fondamentale, perché “il Signore ci chiama in continuazione, su mille strade diverse e l’unico modo per scoprire la nostra è sperimentare: dovete sperimentare!” (Mons. Marcianò).

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