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Per amore… solo per amore!

«Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per poterci piacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia; era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.» (Is 53, 2-3)

Carissimi amici,

sono queste le parole che ascolteremo nella liturgia del Venerdì Santo, quando il nostro sguardo sarà rivolto verso il “patibolo dell’amore”; verso quella croce che accoglie il Figlio di Dio, il quale, per la salvezza dell’umanità intera, non disegna di farsi malfattore, di accettare il disprezzo, i patimenti e la stessa morte “vergognosa”. Ascoltando poi il Vangelo della Passione dell’evangelista Giovanni, certamente ognuno di noi si domanderà: Perché? Perché la salvezza dell’umanità doveva passare attraverso cosi tanta bruttezza e malvagità?

Chiunque medita la Parola di Dio sa bene che la storia della salvezza, pur entrando nella storia dell’uomo, non ha mai seguito la logica umana, bensì quella di un Dio pronto a tutto, pronto anche a sacrificarsi per amore della sua stessa creatura. Infatti, Egli per amore ci formò all’inizio dei tempi insieme a tutta la creazione e ci posse come custodi di ogni cosa; per amore liberò il suo popolo dalla schiavitù d’Egitto guidandolo verso la terra promessa; per amore scelse di incarnarsi nella nostra umanità e farsi compagno dell’uomo; e, infine, per amore, sceglie questa volta di consegnarsi Egli stesso al giudizio dell’uomo per donarsi completamente. La passione e la morte in croce segna così, non tanto l’apice della crudeltà dell’uomo, ma quanto la pienezza di un amore sconfinato di Dio verso l’uomo.

«Quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me!» (Gv 12,32). Ecco perché, ancora oggi, non riusciamo a distogliere lo sguardo da quella croce, da quel Figlio di Dio che allarga le braccia per ognuno di noi e ci affida all’infinita misericordia di Dio. Siamo coscienti che le bruttezze e le malvagità di questo mondo continuano a sussistere e avvolte può anche sembrare che quel sacrificio d’amore sia stato inutile, ma come ci ricorda sempre Papa Francesco, non lasciamoci “rubare la speranza!”, ma anzi, anche in questa Pasqua torniamo ad aprire il nostro cuore all’esultanza Pasquale, cantando: “Cristo, mia speranza, è risorto! […]Sì, ne siamo certi: Cristo è davvero risorto.

Tu, Re vittorioso, portaci la tua salvezza. Amen. Allelúia.”

Auguri di Santa Pasqua!


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