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SALIREMO SULLA SUA BARCA. “Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini”

A San Giovanni Rotondo, luogo dove le spoglie di San Pio da Pietrelcina riposano in pace, nei giorni 2223 del mese di Febbraio, si è svolto il week-end organizzato dai frati cappuccini del Servizio Vocazionale. Diversi giovani, inseriti in un cammino di fede e di discernimento, vi hanno partecipato.

Questi giorni sono stati caratterizzati da tre tappe importanti. Prima di tutto dall’’“Ascolto”: la catechesi di padre Luciano Lotti è stato il momento più importante per approfondire il tema della scelta, le sue dinamiche nella vita di San Pio e di noi giovani. Dalla “Preghiera”: con l’adorazione Eucaristica, durante la quale, ognuno di noi, ha avuto la possibilità di farsi guidare, nella lode, dalla Parola di Dio e, poi, di esprimere i propri sentimenti e le proprie richieste. Infine dalla “Condivisione”: ognuno ha vissuto questa esperienza accanto all’altro, e attraverso l’incontro di revisione, insieme, abbiamo tracciato una linea guida comune che ci servirà a portare il tema della scelta nel proprio vissuto.

In questi giorni, tutte le infatuazioni, i fanatismi, le idee astratte, i futili progetti e le tante ideologie non concrete hanno trovato la loro morte di fronte all’umanità di San Pio, il quale, già da piccolino, aveva compreso che essere cristiano, cioè essere stato battezzato, comporta scegliere Dio al di sopra di ogni cosa, e far scaturire il desiderio di diventare immagine di Cristo, per una vita continuamente trascendente.

Tra i nostri amici che hanno compreso questo è il piccolo Francesco Forgione di Pietrelcina. Ora chiediamo a lui: Cosa è stata per te la barca?

Padre Luciano Lotti ha messo in risalto la scelta progressiva e necessaria in virtù del Battesimo, di accogliere Gesù sulla propria barca, legata al bisogno di avere il coraggio di dimenticare il proprio vissuto passato facendo rimanere Gesù e le novità che questo ne comporta per il futuro.

Il punto non è più accogliere Gesù ma, renderlo l’unico progetto di vita cristiana. Tutti sono chiamati a questo itinerario di fede.

Il mondo insegna che bisogna essere forti, potenti, intelligenti, appartenenti ad un ceto sociale benestante, possedere beni di valore e unici, oppure, in ambito religioso, si è convinti che bisogna partecipare a quante più novene possibili, a quanti più rosari possibili, preoccuparsi del culto dell’immagine per trasmettere all’altro di essere un cristiano autentico e di saggia parola e tante altre fanatiche cose trascurando ciò che si ha realmente dentro.

Ad ognuno di noi va ricordato di non illudersi di essere sulla strada giusta solo perché possiede un salvadanaio pieno di beni materiali o di culto religioso, ma che piuttosto va sempre cercata la libertà interiore per poter rispondere apertamente alla chiamata di Dio, che si identifica in quella voce che da sempre si sente dentro, quella voce liberante che ti dice “finiscila, fermati, affidati e buttati”, quella voce che tu con tante strategie stai coprendo e azzittendo.

Se ci capita di non stare tranquilli, proviamo a farci queste domande: Da quanto tempo non vai a letto in pace e non ti svegli in pace? Da quando tempo non ti preoccupi di ciò che devi fare ma pensi a vivere bene il quotidiano?

È forse questo il momento per dirsi: Basta farsi del male, basta affannarsi, basta giustificarsi. Dio ti ha scelto, abbandona la superficialità, il culto, l’apparenza e dedicati unicamente a ciò che vuoi essere. Analizza attentamente ciò che hai accanto e dai un nome a tutti gli eventi che ti accadono e attesterai che accanto a ogni tua azione c’è un qualcuno che non ti abbandona e mai ti tradirà, il suo nome è: Gesù. Ascoltalo, sceglilo, seguilo, imitalo, così facendo passerai a vivere nella verità di ciò che sei da sempre dal tuo battesimo: “Il figlio del grande RE, il figlio amato di Dio”.

fr. Luciano Lotti

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